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Redazione L'Igienica giugno 28, 2017 Nessun commento

Il Metodo Antisettico. Buone prassi di consapevolezza


Igiene e sviluppo tecnologico. Quali correlazioni.

L’igiene è in continua evoluzione. Lo sviluppo tecnologico si impone con le proprie novità, modificando tendenze sociali e propensioni di consumo, in ogni campo che ci circonda. Oggi si parla di Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale che coinvolge il mondo dell’industria in genere, dove le tecnologie digitali cambiano il volto di prodotti, processi produttivi, scelte strategiche.

L’igiene e le pulizie industriali in genere non sono da meno. Nuove competenze, nuovi prodotti di pulizia sempre più evoluti, nuovi modi di operare, portano ad un’evoluzione dell’attività di pulizia di cui gli investimenti aziendali devono tenere conto. Non solo. Normative di settore specifiche e aggiornamenti continui, impongono la conoscenza e rigorosa applicazione di aspetti di pulizia e di igiene sempre più complessi.

L’igiene diviene una variabile strategica nella modernizzazione di industrie di ogni tipo, da quelle alimentari, a quelle farmaceutiche, a quelle manifatturiere in genere. Si tratta di saper rispondere con efficacia a nuovi standard di gestione ambientale, dove l’igiene investe non solo i processi, i prodotti e le persone, ma anche i materiali innovativi, le tecnologie e gli ambienti stessi in cui la nuova industria opera. L’obiettivo è la creazione di un “metodo antisettico” sempre più performante e competente.

Il “metodo antisettico”, l’evoluzione dell’igiene.

Il metodo antisettico è il risultato di uno sviluppo culturale dell’ultimo secolo. Per comprenderlo occorre capire l’importanza dell’igiene. Oggi diamo per scontata l’importanza dell’igiene, soprattutto quando si considera come metodo di contrasto contro agenti che possono essere nocivi per la salute. Ma per secoli non è stato così. Ci sono state epoche in cui si credeva che occorreva proteggersi con i vestiti per timore che agenti esterni potessero far passare attraverso la pelle delle malattie. Non si sapeva dell’esistenza di virus e batteri, si parlava più di “influenze maligne” motivo per il quale la pulizia si riteneva qualcosa di secondaria importanza.

Da dove nasce l’igiene. La storia.

Solo nell’ultimo secolo abbiamo cominciato a comprendere che esiste un piano più complesso da cui dipende l’igiene. Il cambiamento delle nostre prospettive sull’igiene inizia solo nel 1861 con la scoperta dei batteri e l’uso del fenolo da parte del chirurgo Joseph Lister. A quell’epoca secondo la Royal Infirmary di Glasgow, il 90% dei casi di fratture finiva con l’amputazione, eppure molti morivano di febbre post-operatoria per cancrena. Lister notò che questo avveniva negli ospedali e quindi non poteva dipendere dai “gas venefici”, bensì da qualcosa che veniva trasmesso attraverso fasciature, ferri chirurgici, o anche le stesse mani dei medici. Un passo decisivo verso una coscienza più “igienica” venne fatta quando Louis Pasteur dimostrò che la fermentazione di liquidi era legata ai batteri e che la bollitura poteva bloccarla. Lister intuì se il calore bloccava la fermentazione nelle ferite, la putrefazione poteva essere impedita dal fenolo, utilizzato quale deodorante per le fogne. Da quel momento nasce un metodo rivoluzionario per lo sviluppo dell’igiene che continua ad essere a tutt’oggi attuale: il metodo antisettico, basato disinfezione preventiva di tutto ciò che può venire a contatto con la pelle. E’ il 1867, l’anno in cui il valore dell’igiene comincia a poggiare su basi “scientifiche”. E non è un caso che a Dresda nel 1911 la prima mostra sull’igiene attirò oltre 5 milioni di persone.

Oggi. La storia dell’igiene continua con nuove variabili ecologiche.

Dagli inizi del secolo scorso la ricerca scientifica nell’igiene ha compiuto giganteschi passi in avanti. Oggi subentrano elementi sempre più delicati nella gestione dell’igiene: la salubrificazione di ambienti è condizione indispensabile, l’igiene “evoluta” che tocca prodotti, macchinari e aspetti personali di chi opera nell’ambiente, sono prassi sempre più conosciute ed applicate. Ma vi sono oggi anche elementi esterni che comportano il ripensamento del tema dell’igiene.

Nuove variabili ecologiche e fattori esterni indiscutibili quali il cambiamento climatico, l’inquinamento dell’aria, delle acque del suolo dal quale si traggono i prodotti nutritivi, nuovi prodotti alimentari, nuovi materiali e residui chimici che alterano i sapori, divengono fattori che richiedono all’igiene di fornire nuove e adeguate risposte.

Le aziende evolute. Buone prassi di consapevolezza.

Nuove aziende consapevoli del cambiamento stanno orientandosi verso una maggiore attenzione e prevenzione di tutte quelle dinamiche di igienizzazione che intervengono nei processi produttivi. Si tratta di una “cultura per la sostenibilità”, che viene adottata in ogni processo di scelta manageriale, ad esempio la scelta di prodotti igienici a scarso impatto ambientale, l’oculata gestione degli scarti, l’implementazione di sistemi controllo qualità estremamente evoluti per garantire la sicurezza igienica della produzione in particolare per le aziende alimentari, etc.

Che si tratti di beni deperibili come quelli alimentari o beni materiali innovativi, come tessuti iper-tecnologici come il grafene o le plastiche biocompatibili, l’igiene diviene sempre più una variabile strategica.

E dunque il metodo antisettico si evolve, adeguandosi sempre più alle dinamiche di cambiamento e sostenibilità di beni e risorse aziendali sempre più preziose.

L’Igienica – Servizi di Alta Pulizia – fornisce consulenze mirate dedicate all’ottimizzazione dei processi di pulizia ed igienizzazione aziendale.

 

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